Animali domestici: saranno tanti e più piccoli

La compagnia di un cane, di un gatto o di un altro animale domestico sarà sempre più capillare e la tendenza, purtroppo, è a trattarli come dei figli senza il giusto rispetto che si deve a un animale.

Carlo Raspollini

Nel mondo sono tantissimi i possessori di un animale domestico in casa propria. Si stima un terzo della popolazione mondiale.  Personalmente credo sia un percentuale un po’ troppo alta se consideriamo che gran parte della popolazione del mondo vive in uno stato di indigenza terribile e quindi non credo possa permettersi un cane e forse nemmeno una casa. Comunque secondo un sondaggio condotto da GFK, è in Argentina che si trova la più alta concentrazione di animali domestici.  Il 66% sono cani mentre i gatti sono un po’ meno, il 32%.  Nell’indagine si sono presi in considerazione anche i pesci e i volatili, costretti negli acquari i primi e nelle gabbiette i secondi. La stessa sfrenata passione di tenere in casa un animale la si trova in un altro paese latino, del Nord America: il Messico, con il 64%. Anche in Brasile sono tanti gli amanti di cani e gatti, il 58 e il 28%. Fa impressione la dimensione del fenomeno negli Stati Uniti dove, al dato quantitativo del 50% per i cani e del 39% per i gatti bisogna anche aggiungere un commercio folle di mangimi, gadget, accessori e attrezzi che mettono in risalto la mania degli americani per i loro amici.

Tutt’altra la tendenza nei paesi europei e ancora minore in Asia. In un articolo pubblicato il 23 maggio 2017, sulla rivista on line InNaturale, Matteo Buonanno Seves ha pubblicato una scheda, che riassume le percentuali dei vari paesi. Dalla quale si evince che gli asiatici non hanno la stessa propensione degli occidentali verso amici pelosi in casa. Cinesi, giapponesi e sud coreani mostrano scarse simpatie. Le motivazioni saranno da cercare sicuramente nelle diverse condizioni economiche ma anche negli spazi ristretti cui sono costretti a vivere da quelle parti. Carlos Romano, direttore del settore dedicato al cibo per animali del gruppo Nestlé, in America Latina, ha dichiarato all’Economist , che la voglia di prendersi cura di un animale domestico nasce dopo che una famiglia supera i 5.000 dollari l’anno. In Cina infatti sta crescendo da pochi anni questo desiderio dei cani da compagnia, che sembra siano arrivati a circa 75 milioni. Vorrei sottolineare invece il 20% di uccellini in Turchia, che ha anche, di contro, uno striminzito 12% per i cani.

Pet therapy

Va detto comunque che la presenza degli animali da compagnia o domestici assolve ormai anche una funzione conclamata, quello di sollevare l’animo delle persone solo, malate, con disturbi mentali. Nel futuro questa tendenza verrà quasi certamente accentuata, visti i risultati prodigiosi e anche la piacevole corrispondenza tra umani e animali.  Sono sorte delle vere e proprie fattorie che hanno il compito di impegnare i pazienti in attività con animali. Spicca tra questi il cavallo, che sembra essere particolarmente adatto alla pet therapy ma anche altri animali pare possano avere un feeling particolare con persone che hanno determinate patologie caratteriali e necessitino di compagnia. Cane e gatto come al solito sono i preferiti, anche per la loro facile gestibilità ma anche asini, conigli, pecore, capre, maiali e persino le iguana vengono assoldati in questo ruolo assistenziale e terapeutico.

Il GPS applicato al cavallo in questo caso

Gadget tecnologici

Da diversi anni la convivenza tra noi e i domestici ha dato vita, come dicevamo poco fa, ad un ricco commercio di suppellettili. A parte le solite cucce e trasportini, ossa finte e batuffoli che una volta si facevano in casa coi gomitoli avanzati a nonna, spicca il GPS per cani. Un cellulare resta sempre collegato con il collare e serve per rintracciare l’animale quando si dovesse smarrire. Ce ne sono di ogni prezzo e con diverse funzioni. La più interessante è le geolocalizzazione istantanea, molto utile per i cacciatori ma anche per chi ha cani giovani e ribelli. Ovviamente lo si può adattare al gatto, in una versione più piccola, non saprei se il coniglio ne abbia bisogno perché credo che difficilmente si allontanerà dalla sua cuccia.

Un altro gadget che sa di futuro e che certamente troverà applicazioni con il 5G è la telecamera. Se ne possono piazzare diverse in giardino e in casa per tenere sotto sorveglianza Fido ma anche Puffi o gli altri ospiti della casa o del giardino. Inutile dire che saranno indispensabili anche per controllare la casa rimasta da sola, da intrusioni di ladri, come i furtivi amanti di uno dei componenti della coppia.

Infine c’è la ciotola automatica che dispensa da mangiare in base agli orari prefissati. Poi dicono che diventano nevrotici anche i cani a forza di essere adattati ai nostri ritmi e alle nostre complicazioni. Il cane che ho in casa è libero di mangiare quando e quanto vuole. Ha una ciotola piena e quando è terminata aspetta il giorno dopo. Semplice. Invece no, ci sono le ciotole controllabili con lo smartphone!

Una dieta che varia molto da paese a paese

Ricordo che per molti anni i miei genitori hanno adottato cani in casa e anche gatti. Mio padre andava a caccia e quindi vari Setter e Spaniel mi hanno fatto compagnia a lungo, così come una gattina siamese intelligentissima, che ha vissuto ben 17 anni, ed altri Main coon meno resistenti. Non ricordo che mia madre comprasse confezioni di mangimi al mercato, se non negli ultimi anni e comunque come alternative succulente al pasto consueto. Gli animali mangiavano gli avanzi delle cene, pane raffermo, riso, scarti della macelleria, come il polmone, i rognoni, fegato ed altre carni rimediate.

Ora invece sembra che se non compri i croccantini sei un assassino. Credo che dietro a questo business ci sia molta falsità. Nessuno può convincermi che non vi siano sostanze in grado di rendere dipendente l’animale da quel prodotto e quella marca.  Comunque i mangimi rispondono alle abitudini dei vari paesi. In Spagna va molto la carne di pollo ma anche quella di manzo e pesce.  I croccantini che troviamo in Francia e in Grecia vengono aromatizzati al manzo ma cosa ci sia poi chi lo sa con certezza?

Dubito che in Cina, dove si mangiano animali che a noi fanno ribrezzo, diano al cane la vitella. Voi che dite? Ah dimenticavo che in Cina spesso è il cane ad essere parte della dieta degli umani. Ma pare che la tendenza vada diminuendo. Comunque i pipistrelli e i topi potrebbero trovare spazio nel cibo per animali senza pericolo di scandali.

Un business da 200 miliardi di dollari!

L’economia degli animali domestici non si ferma al cibo. Secondo l’American Pet Products Association, le spese per cure veterinarie nel mondo e il business di prodotti e servizi crescono di anno in anno. Stati Uniti e Regno Unito insieme sono da tempo leader del mercato e nel 2017 spesero circa 70 miliardi di dollari, solo loro. Nel 2016 il pet market registrava un 132 miliardi di dollari di spesa nel mondo, ma entro il 2025 si arriverà a superare i 200 miliardi di dollari. La voce natural pet food , ovvero cibo biologico per animali, da sola, sembra valga 13 miliardi di dollari.

Sul cibo gli Italiani spendono molto: 2.082 milioni di euro nel 2018. Altra spesa di 71,3 milioni di euro, è servita per acquistare prodotti per l’igiene, antiparassitari, oggetti da masticare, giochini. Secondo il rapporto Assalco-Zoomark 2019 sono 60 milioni e 227 mila gli animali che vivono nelle case italiane. Di questi, solo 30 milioni sono pesci da acquario, ma numerosissimi sono anche i volatili (13 milioni) e naturalmente i gatti (7,3 milioni) e i cani (7 milioni).

Le considerazioni che gli esperti fanno per il futuro è che la tendenza in atto sarà confermata per un aumento della presenza di animali domestici nelle case degli umani. Chiaramente il livello di benessere incide in maniera determinante. Così come il ruolo sostitutivo di un figlio per l’animale domestico. In quanto implica meno responsabilità e anche meno spese. Pare ormai accertato che in futuro sempre più si privilegeranno le taglie minime. Il dato lo si evince dagli acquisti del cibo per dosi riguardanti le razze di taglia inferiore. Al tempo stesso si assiste a una accentuata attenzione verso prodotti premium e umanizzanti, il ché fa pensare a una maggiore considerazione di questi animali nella sfera degli affetti familiari.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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