Fare la spesa nel futuro

Entro in un supermercato del 2040, per scoprire le novità. Non tutto è tecnologizzato. Le esigenze personali del cliente ottengono più attenzione.

Carlo Raspollini

Entro nel Supermercato del futuro. Non c’è molta gente, il mercato ha dimensioni medio piccole. Molta gente compra on line e aspetta la spesa a casa. Intanto dei robot stanno pulendo i pavimenti e anche qualche reparto svuotato. Entro dal lato frutta e verdura e l’offerta è incredibilmente variegata e bella. Non esiste un prodotto che non sia ben confezionato ma soprattutto che non abbia un bell’aspetto, avvolto in un cellophane per alimenti senza pvc. Non ci sono più le vaschette di plastica ma solo quelle di cartone pressato e riciclato, biodegradabili.

Dietro il bancone degli alimentari dei robot , sotto la supervisione di un caporeparto, stanno preparando dei panini preconfezionati per poi esporli nella vetrina, debitamente protetti dalla pellicola trasparente. L’alluminio come carta e come pentole è scomparso dalla scena dell’alimentazione.

L’Intelligenza Artificiale agevola il lavoro dei responsabili

Negli uffici del retrobottega un responsabile al computer sta consultando i dati forniti dalla Intelligenza Artificiale sulle strategie di acquisti della settimana. Il sistema di sicurezza controlla i clienti attraverso le telecamere a riconoscimento facciale. In alcuni paesi non ci sono stati problemi ma in Europa si è dovuto arrivare a un compromesso, per far accettare ai clienti la perdita di privacy. Tutto si è risolto con un forte sconto del 20% sugli acquisti per chi ha accettato ed ha avuto l’accesso libero al mercato. Gli altri comprano on line. In un ufficio amministrativo l’IA si occupa di aggiornare l’inventario con i dati che arrivano dalle casse e stabilire gli acquisti necessari per rifornire il magazzino.

Alcuni reparti sono chiusi. Vi si accede con una tessera apposita in dotazione. Per esempio la farmacia. Un computer per le consultazioni sanitarie elargisce informazioni su richiesta del cliente. Appoggiando una ricetta sullo scanner si ottengono le medicine in pochi minuti già in busta e con lo scontrino impresso sopra. Nel reparto macelleria si può trovare ancora qualcuno. Serve un macellaio per tagliare le fette di carne, macinare quella scelta dal cliente, dare dei consigli su quali carni acquistare a secondo dell’uso finale. La cultura della carne non è cresciuta, anzi. L’onda vegetariana ha avuto per effetto una riduzione dei consumi di carni ma soprattutto una perdita di conoscenza sulle differenze e i possibili utilizza alimentari. Ora che sta ricrescendo l’interesse per queste importanti proteine, c’è la moda di sostituire tofu e legumi con bistecche e girelli.

Attraverso il riconoscimento facciale il Supermercato conosce le abitudini dei propri clienti

Quando il cliente varca l’ingresso, l’IA centrale del Supermercato non solo lo riconosce, ma già sa le sue preferenze e sul suo cellulare personale appaiono le indicazioni per le offerte e anche i reparti in cui si trovano, fornendo un tracciato da seguire per arrivarci prima. Tuttavia il cliente può non prendere in considerazione questo servizio e fare a modo suo, solo che perderà più tempo.

In un articolo apparso il 9 gennaio 2020 su The Future of Food, a firma di Jon Springer, si legge: “Immagina di avere il tuo cloud privato di dati che ti segue in quanto consumatore. E in quel cloud c’è la tua identità digitale, il tuo profilo, ciò che ti piace, quali sono le tue esigenze dal punto di vista alimentare in base alle tue informazioni sanitarie attuali in tempo reale “, afferma Gary Hawkins, CEO del Center for Advancing Retail and Technology (CART), una piattaforma con sede a Los Angeles per l’innovazione dei beni di consumo. “Quando entri in un negozio, sarai in grado di autorizzare il negozio ad accedere a parti del tuo profilo, quindi anche se non ci sei mai stato prima, possono iniziare a personalizzare quell’esperienza di acquisto solo per te.”

Il fresco biologico è il reparto più grande

La cosa che più colpisce me, che vengo dal passato, sono i reparti del fresco biologico, ormai la maggioranza. Per ogni prodotto una etichettatura video mi informa della provenienza, della data di raccolta e di scadenza proposta. So chi è l’agricoltore che l’ha coltivata, dove e quando e ovviamente il prezzo al Kg. Ma ci sono anche interi reparti con confezioni già pronte, con tutti gli ingredienti necessari per preparare le pietanze per uno, due o più commensali. Le confezioni da uno sono una novità. Una volta al massimo si compravano quelle da due, ma adesso molti nuclei familiari sono mono persona.

Così se voglio una pasta e fagioli trovo già tutto predisposto nel pacchetto, compresa l’istruzione in almeno tre differenti preparazioni regionali e in tre lingue. La cosa diventa interessante soprattutto per la preparazione di pietanze estere, oppure necessaria per gli stranieri che volessero realizzare una pietanza locale. La formula ha successo tra coloro che non sanno cucinare o che non ne hanno il tempo. Mentre chi ha tempo a disposizione preferisce fare gli acquisti alla vecchia maniera.

Passeggiare per i corridoi non è una perdita di tempo

Passare per i corridoi e osservare gli scaffali pieni di prodotti per alcuni è un momento piacevole, dove farsi venire delle idee su cosa preparare nei prossimi giorni. Questa tendenza non viene capita da tutti. Per chi non ama la cucina e le cose della casa, camminare per i corridoi alla ricerca del sapone per i piatti è una perdita di tempo. Lo afferma Daniel Montano, partner e responsabile del design di Little Diversified Architectural Consulting, uno studio di architettura e design con sede a Charlotte, Nord Carolina, sempre nell’articolo citato prima. Per questi motivi la iper personalizzazione è una tendenza crescente nei supermercati, dove si cercherà di basare le offerte di vendita sulle preferenze psicologiche e di gusto dei clienti.  Fino al punto di proporre cibi adatti alle esigenze degli stessi animali domestici!

Anche se il Supermercato conosce già le preferenze di ciascuno, l’uomo ha la capacità di volersi sorprendere e sfuggire alle consuetudini. Non è così per tutti i popoli ma il negozio deve tenere conto di ogni caratteristica umana. E lo fa.

Le private label hanno soppiantato quelle dei singoli brand. Ormai quasi ogni catena di distribuzione ha i suoi prodotti forniti dall’industria alimentare sotto il controllo della distribuzione. I prodotti probabilmente sono gli stessi per i vari brand di distributori, preparati dalle vecchie case produttrici.

Cibi già pronti: da cucinare, da riscaldare, da mangiare già caldi

Così come c’è tutta una gamma di cibi già pronti ma con differenti offerte. Per esempio si trovano i cibi da riscaldare. Altri già cotti e consumabili appena usciti dal Supermercato, se si vuole, con tanto di piatti e posate (di cartone pressato) consegnate su richiesta insieme alla confezione.

Nel futuro c’è molta attenzione alle malattie, ai disturbi, ai problemi della salute. Si cerca di prevenire, curare, eliminare questi problemi che comportano fastidi ancora più seri per la comunità, come i ricoveri in ospedale e la perdita di vita umana. Nel Supermercato che visito ogni cliente, se vuole, ha in dotazione un piccolo scanner, si chiama Queue Busting. Il cliente pone un chip nell’apposito spazio del Queue Busting, o una card personale, che dà le informazioni base da seguire per i gusti e la salute del cliente. Quando si punta lo scanner sul prodotto acquistato lo scanner avvisa il cliente con un messaggio. “Attenzione, quello che stai comprando contiene zucchero che può creare problemi al tuo diabete!” Il cliente decide se acquistare e correre il rischio o meglio se riporre la confezione nello scaffale.

Non ci sono più le file alla cassa

Il Queue Busting è un sistema innovativo che consente di gestire in modo più efficiente le attività di front end nei momenti di maggiore affluenza, senza dover aprire casse aggiuntive, che implicano maggior coinvolgimento di personale e costi aggiuntivi. Questo sistema lo si trova già da anni in alcuni Supermercati. Facilita il passaggio per il pagamento alle casse. Il cliente infatti non deve più posizionare tutti i prodotti sul nastro. Quando si arriva alla cassa per pagare, non c’è cassiere, basta riporre il Queue in uno spazio apposito, in comunicazione con la cassa, che fornisce la cifra da pagare. La credit card viene inserita nel modulo POS automatizzato e l’acquisto è registrato. Esce lo scontrino e si apre la barra dell’uscita. Tutto questo mentre un inserviente (spesso un immigrato o uno studente) ha confezionato le buste della spesa con materiale biodegradabile. Mi sarei aspettato un robot a confezionare le buste ma il direttore del negozio mi ha detto che viene visto come troppo disumanizzante. Comunque aiutare i più deboli con lavoretti saltuari rientra nella strategia di integrazione sociale che nel futuro si dovrà perseguire, stante il fatto, che la piena e soddisfacente occupazione per tutti non sarà possibile.

Posso mangiare al ristorante dentro il Supermercato

Il settore ristorazione non me lo ero immaginato ma c’è nel Supermercato del futuro. Una sala che nulla ha a che vedere con l’arredo tipo mensa di lavoro. Un bell’ambiente posto in un piano alto, con vista. Tavoli distanziati e comode sedie. Vale sia l’opzione buffet che quella con ordinazione al tavolo. Il menù è lo stesso. I prodotti sono quelli del Supermercato, preparati in base a una dieta salutare bio e con ampi riferimenti ai fornitori, che vengono così pubblicizzati presso i clienti.

Alla fine del pasto si paga con credit card o, preferibilmente, con la carta fedeltà del Supermercato, dove viene praticato uno sconto a punti, in base alla frequentazione.

Torno nel passato.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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