I tre paradossi sull’alimentazione

Fra 40 anni serviranno tre pianeti per mantenere il nostro stile di vita. Ovviamente non sarà possibile. Preferiamo crisi per guerre e pandemie o cambiamo stile di vita?

Tre sono i paradossi che riguardano la nutrizione nel nostro tempo.

Il primo è che oggi nel mondo si muore tanto per fame quanto per eccesso di cibo.

Secondo i dati OECD/FAO del 2011, sono 868 milioni le persone che ogni anno soffrono di denutrizione.

Un miliardo e mezzo sono in sovrappeso. Quindi ogni persona in sofferenza per mancanza di cibo ce ne sono due in sovrappeso.

Ogni anno 36 milioni soffrono carenza di cibo.  Ben 29 sono i milioni di persone che presentano una abbondanza eccessiva di cibo che procura danni alla loro salute.

Bambini in sovrappeso in Occidente e in pericolo di vita per fame nel Terzo Mondo

Il secondo paradosso è che nutriamo più gli animali e le auto che le persone con il cibo. Un terzo della produzione alimentare globale è destinato al bestiame e una quota crescente di terreni agricoli è destinata alla produzione di biocarburanti.

Produciamo 2.633 miliardi di tonnellate di cereali. La popolazione del pianeta è di 7,7 miliardi.

All0’alimentazione destiniamo il 45,6% della produzione complessiva, al bestiame il 33,6%, alla produzione di biocarburanti il 7,6%. I secondi dati sono in crescita e il primo è in declino.

Terzo paradosso: lo spreco. Ogni anno sprechiamo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, ancora commestibile, buttato nella spazzatura. Mentre 868 milioni di esseri umani soffrono per fame.

Ovvero gettiamo via una quantità che potrebbe sfamare 4 volte quelli che soffrono la fame.

Il saldo del pianeta è in rosso. Oggi quello che viene consumato è maggiore di quanto si riesce a rigenerare. Per continuare a condurre lo stile di vita attuale avremmo bisogno di 1,5 pianeti. Tra quarant’anni ne servirebbero 3 di pianeti.

FOOD FOR SOUL di Massimo Bottura

Partendo da questo semplice ragionamento Massimo Bottura e la moglie Lara Gilmore hanno deciso nel 2016 di creare l’associazione no profit Food for Soul, impegnata a combattere in tutto il mondo lo spreco alimentare nell’interesse dell’inclusione sociale.

Lo chef di uno dei ristoranti migliori al mondo, non è dunque soltanto un maestro dell’arte culinaria ma anche una persona disposta a mettere esperienza e visibilità al servizio di organizzazioni che si occupano di chi vive ai margini, all’insegna di tre punti cardine: cultura, nutrimento, comunità.

Chef Massimo Bottura – Osteria Francescana , Modena

L’associazione Food for Soul (“Cibo per l’anima”) lavora insieme ad altre associazioni no profit, per aprire e gestire progetti internazionali e nazionali (6 in totale al momento) modellati sui bisogni delle comunità locali e sviluppati per essere sostenibili e autosufficienti nel lungo periodo. Dunque non uno spot ma una cosa concreta quanto lo possono essere le mense comunitarie e gli chef, gli artisti, i designer e distributori alimentari coinvolti in Paesi diversi per promuovere un approccio alternativo alla costruzione di inclusione sociale.

L’aspetto davvero interessante di questa organizzazione è che una volta tanto agli emarginati non vengono assegnati spazi, cibo e persone di serie B, ma idee di qualità, ambienti valorizzati al meglio e caratterizzati da una profonda bellezza, persino le stoviglie nelle mense coinvolte nel progetto vengono scelte con cura, perché sedersi intorno al tavolo è un rito e il pasto, sempre cucinato con ingredienti di qualità, qualcosa che nutre il corpo ma prima di tutto l’anima.

Refettorio “Food for Soul” in Paris

Uno dei progetti della onlus è il Refettorio Paris, una mensa comunitaria che ha aperto le porte nel 2016, in collaborazione con il ristorante del Foyer de la Madeleine, un ristorante sociale che offre pasti a pranzo a prezzo contenuto. L’obiettivo è quello di offrire un servizio di ristoro serale ai più emarginati della città, trasformando ingredienti provenienti da eccedenze alimentari in pasti nutrienti. Gli artisti francesi JR e Prune Nourry, conosciuti in tutto il mondo per le loro installazioni multidisciplinari in spazi pubblici, hanno creato delle opere appositamente per il sito.

Refettorio “Food for Soul” di Merida, Messico

L’ultimo nato è il refettorio di Merida, in Messico. In seguito all’apertura del Refettorio Ambrosiano durante Expo 2015 a Milano, Food for Soul ha inaugurato altri progetti: Rio de Janeiro, Parigi, Londra, Modena, Bologna e Napoli. L’apertura del Refettorio Mérida rappresenta, quindi, un ulteriore passo dell’organizzazione verso il raggiungimento della propria missione. Impegnandosi nel duplice obiettivo di combattere lo spreco alimentare e la vulnerabilità sociale.

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