PLASTIC FREE: liberiamoci dalla plastica

Ogni anno produciamo 300 milioni di tonnellate di plastiche e di queste 8 milioni vanno a finire nei fiumi, nei laghi e nei mari alimentando un processo di avvelenamento di flora e fauna che si ritorce contro la nostra stessa salute.

Carlo Raspollini

Il 16 gennaio 2018 la Commissione Europea ha adottato la “Strategia europea per la plastica” al fine di rendere riciclabili tutti gli imballaggi di plastica all’interno dell’Unione, entro il 2030.  Inoltre si vuole evitare la diffusione delle microplastiche e bandirle per sempre dalle nostre produzioni. Impedire che prosegua l’uso di materiali di plastica che poi finiscono per contaminare terra e mare creando un pericolo per la nostra stessa sopravvivenza.

Le materie plastiche che utilizziamo, bottiglie, contenitori, scatole, involucri per confezioni, ecc. sono le componenti principali, circa l’85% dei rifiuti che vanno a finire nei fiumi e nei mari. Sono quei rifiuti che talvolta associazioni di volontari raccolgono lungo le spiagge oppure che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e formare “isole di plastica”, che le correnti marine ammucchiano. Montagne di plastiche abbandonate, che si accumulano in zone ben note dell’Oceano Pacifico e Atlantico, dando uno spettacolo degradante della nostra “civiltà”. 

300 milioni di tonnellate di plastiche vengono prodotte nel mondo ogni anno

Ogni anno produciamo nel mondo 300 milioni di tonnellate di plastiche e di queste 8 milioni vanno a finire negli Oceani formando il “marine litter”.

Isola di plastica nel Mar Tirreno (Italia)

Queste sostanze non restano integre ma si sfaldano, si sminuzzano in tante particelle, a volte perfino impercettibili all’occhio umano, che vanno a depositarsi sulle cose e vengono mangiate dai pesci, finendo così nel ciclo alimentare che ci riguarda da vicino.  Si crea un danno per la salute della fauna e della flora ittica ma anche per noi, che ingeriamo la carne dei pesci assumendo le microplastiche, con le conseguenze tossiche che possono determinare.

I residui delle plastiche ormai sono dappertutto

Importanti studi scientifici hanno dimostrato che questi residui delle plastiche si possono trovare nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene personale, nei prodotti industriali e addirittura si trovano nelle verdure e nella frutta che mangiamo, non solo nei pesci. Sono particelle di dimensioni inferiori ai 5 mm, che attraversano i filtri delle acque reflue e non si possono più catturare una volta in mare.

Packaging alimentare alternativo alla plastica

Tra le misure adottate dalla Commissione Europea per la Strategia Plastic Free, ci sono quella dell’abolizione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie, l’uso delle bottigliette di plastica per contenere acqua e bibite, i piatti e le stoviglie monouso di plastica, le cannucce. Tutti prodotti che possono essere sostituiti con alternative di cartone, vetro, legno, silicone. Tuttavia non basta smettere di usare la plastica, soprattutto nel packaging commerciale, tutti quegli involucri che proteggono i prodotti tecnologici, cosmetici, i regali dei bambini, i prodotti per la casa, alcuni capi di abbigliamento. Entro il 2025 si chiede agli Stati membri dell’Unione Europea di raccogliere quanta più possibile plastica abbandonata lungo gli argini, sulle spiagge, nei giardini pubblici, nella immondizia, fino al 90% almeno, per ridurre la fonte di inquinamento marino.

Tutto ciò è apprezzabile è importante ma mi chiedo che sarà invece delle plastiche del resto del mondo, fuori dall’Europa? Anche se è giusta e utile la battaglia per la raccolta differenziata in Europa, pur se ancora molta è la strada da fare, la mia speranza è che si giunga in tutta l’Unione a un utilizzo dell’immondizia come fonte di produzione energetica.  Già avviene in alcuni degli stati più avanzati. Nel resto del mondo, del Terzo mondo in particolare, questa raccolta resta indifferenziata e lo smaltimento dei rifiuti continua a provocare danni al territorio e ai mari.

Ognuno può dare un contributo nella sua quotidianità

Con questo articolo e utilizzando questo sito web, che può essere letto in sei lingue differenti, mi rivolgo a tutti i cittadini del mondo affinché si rendano conto che ci sono già piccoli comportamenti quotidiani che ciascuno di noi può mettere in atto, per diminuire questo problema e aiutare la lotta per la plastic free nel mondo!

Rifiuti di plastica abbandonati lungo le rive del fiume a La Crau a Entresen in Francia.

Non abbandonare oggetti di plastica lungo le spiagge e lungo le strade.

Quando è possibile smaltire la plastica nella raccolta differenziata affinché possa venire riciclata.

Eliminare dalla propria vita l’uso di bottiglie, stoviglie, bicchieri e piatti di plastica.

Usare borracce di metallo (thermos) o vetro come contenitori di acqua potabile.

Evitare l’uso di dentifrici scrub, che possono contenere microplastiche.

Fare la spesa con buste riciclabili non in plastica. Ce ne sono di stoffa e tela.

Non comprare alimenti avvolti in imballaggi di plastica.

Non usare pellicole di plastica per avvolgere e proteggere gli alimenti. Meglio usare i contenitori riutilizzabili, ce ne sono in vetro.

Eliminare del tutto le cannucce e i bastoncini di plastica. Ce ne sono di alternativi in materiali riciclabili.

Privilegiare le fibre naturali rispetto a quelle artificiali in nylon, rayon ecc. che oltre tutto danno cattivo odore e possono causare disturbi alla pelle. Scegliere sempre cotone, lino o lana.

La plastica monouso non è necessaria. Se ne può fare tranquillamente a meno usando il vetro o il silicone che sono lavabili e riutilizzabili.

Vedi anche:

https://www.plasticfree.milano.it/

https://www.theplasticfreeshop.co.uk/

http://www.chimicaverde.it/plastic-free/

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

Latest news

Cosa ci attende prossimamente

Il futuro ci riserva molte innovazioni e scoperte legate alla tecnologia e alla medicina ma con conseguenze non sempre piacevoli per la vita sulla terra
- Advertisement -

L’auto a idrogeno: nel serbatoio una pasta al magnesio

Hanno scoperto un tipo di pasta che può stoccare grandi quantità di idrogeno per sviluppare energia nei motori

Tecnologia hyperloop: luci e ombre sul treno a 1000 km/h

Un treno a propulsione elettrica su magneti che corre in un tubo a una velocità di 1000km/h è in progettazione in Canada. Cambierà il modo di viaggiare risparmiando e senza inquinare

L’auto di domani avrà un motore a idrogeno

Le auto alimentate a idrogeno avevano subito un rallentamento grazie agli investimenti sull'auto elettrica ma la pandemia ha cambiato tutto, bisogna puntare sull'idrogeno come fonte energetica principale

Related news

Cosa ci attende prossimamente

Il futuro ci riserva molte innovazioni e scoperte legate alla tecnologia e alla medicina ma con conseguenze non sempre piacevoli per la vita sulla terra

L’auto a idrogeno: nel serbatoio una pasta al magnesio

Hanno scoperto un tipo di pasta che può stoccare grandi quantità di idrogeno per sviluppare energia nei motori

Tecnologia hyperloop: luci e ombre sul treno a 1000 km/h

Un treno a propulsione elettrica su magneti che corre in un tubo a una velocità di 1000km/h è in progettazione in Canada. Cambierà il modo di viaggiare risparmiando e senza inquinare

L’auto di domani avrà un motore a idrogeno

Le auto alimentate a idrogeno avevano subito un rallentamento grazie agli investimenti sull'auto elettrica ma la pandemia ha cambiato tutto, bisogna puntare sull'idrogeno come fonte energetica principale
- Advertisement -

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

http://thetomorrowtimes.info/wp-content/uploads/2020/06/Alysei-Banner.jpg-003-2.png
Translate »