10/Simone Fracassi: lo scopo delle finte “verità”

Macellaio di più generazioni, racconta la sua passione, come si alleva, come si macella, come disossa e come si tratta la carne perché sia un prodotto salutare.

Le campagne denigratorie riguardano sempre un alimento per volta, per favorire il concorrente di mercato

Ogni anno scatta una campagna denigratoria. Fateci caso. In genere viene da qualche università americana o inglese. Una ricerca che non si dice da chi è stata commissionata e con quali criteri è stata condotta e che denuncia un intero settore dell’alimentazione: una volta prendono di mira le uova, un’altra il latte, un’altra la carne oppure il pesce o le verdure o il pane. La televisione si butta a capofitto nella notizia per poter finalmente svolgere quella funzione di denuncia che non svolge mai in prima persona. Qui ci si nasconde dietro lo studio universitario come prima ci era nascosti dietro il sequestro delle forze di polizia. In realtà la tesi della presunta ricerca scientifica non viene poi mai sposata completamente dal giornalista. Si usa sempre il condizionale ma basta parlare di una cosa per spargere paura e disinformazione. Così di ricerca in ricerca e di denigrazione in denigrazione si spostano i consumi dalla carne al pesce, dalle uova al latte, dai pomodori alle insalate, dalle pere alle banane o viceversa. Sono campagne studiate a tavolino dove una piccola verità diventa un grave atto di accusa che contiene una piccola parte di verità e tante obiezioni nascoste, poi viene fatalmente smentito da un’altra ricerca di alcuni mesi più tardi. Il problema è sempre alla fonte. Chi ha finanziato quelle indagini? Quali erano i reali risultati e le obiezioni? Quando alla fine si saprà la verità, la comunicazione avrà già svolto il suo ruolo e il danno sarà compiuto e un intero settore produttivo avrà subito un crollo delle vendite, con conseguenti licenziamenti e perdita di occupazione. È accaduto per la carne di pollo e di coniglio, per quella di maiale, per i bovini ma anche per il pesce per cui ogni tanto spunta il problema del mercurio o dell’anisakis, dei parassiti che si trovano, allo stadio adulto, nell’addome di mammiferi marini, mentre nei pesci vanno a finire nelle carni. Si possono debellare con l’abbattitore a -20°. Ma quanti ristoranti possono comprare un abbattitore? E quanti ristoranti invece ti vendono il pesce crudo? Oggi lo troviamo quasi ovunque e la domanda del cliente è sempre retorica: “Ma è fresco?” In realtà se fosse solo appena pescato sarebbe pericoloso ugualmente, se quel pescato non fosse già passato per l’abbattitore il rischio di contrarre una intossicazione sarebbe molto elevato. Il teatrino continua.

Quello che preme ai manovratori del mercato è che mentre un settore alimentare subisce un tracollo, il settore alternativo subirà un incremento di vendite, fino alla prossima inchiesta che ribalta la situazione. Ma intanto i danni all’occupazione e alla non corretta informazione sono stati fatti.

Una grande verità di oggi è che non bisognerebbe scegliere un’alimentazione rigidamente orientata: non mangio carne, non mangio verdure, non bevo vino, non mangio pane… La dieta migliore è quella per cui non si rinuncia a nulla e si mangia poco di tutto, variando molto quantità e marca del prodotto acquistato, limitando quelle cose che possono fare più male e incrementando quelle che possono fare bene. Non comprate la stessa marca di tonno, la stessa acqua minerale, la stessa marca di burro, ecc. variate sempre, si riduce il rischio di sedimenti tossici. Non lo dico io, lo dicono i medici dietologhi.

Capolavori a Tavola, l’evento che ogni anno Simone Fracassi organizza in Casentino

La specie umana ha un milione di anni. Da quando è apparso sulla terra l’uomo si è sempre alimentato con tutto quello che la natura e poi la terra gli offriva e il suo corpo, la sua struttura digestiva, si sono adattate a questa dieta onnivora. Eppure la “moda” attuale del mangiare vegetariano viene sposata acriticamente dai media e ritenuta valida a fronte di una evidente incoerenza storico scientifica. L’uomo non può cambiare dieta dopo un milione di anni senza averne dei contraccolpi nella propria salute.  Non è un ingrediente (leggi carne) che ti fa male ma il modo in cui viene prodotto quell’ingrediente. Così per la pasta, l’olio, le verdure! La diffusione di allergie e intolleranze alimentari, di tumori e infarti è dovuta molto probabilmente più a una scarsa educazione all’alimentazione che altro. Si mangia male e non si sa scegliere il meglio per noi, si vive in società stressanti, con un inquinamento atmosferico di livelli drammatici, tenuti nascosti, forse irrisolvibili per il tipo di economia che abbiamo basata solo e unicamente sul profitto e non sul benessere. O meglio si pensa che il benessere sia solo quello legato ad alti profitti. Si conducono vite complicate tra separazioni, traslochi, licenziamenti, traffico, mangiando cibi artefatti per poterli conservare e che alla lunga aggrediscono la nostra salute psico-fisica. Bisognerebbe cambiare tutto il nostro modello di vita e tornare ai criteri e ai cibi di un tempo, alla scrupolosa attenzione con la quale si producevano e si cucinavano. Se si applicassero le regole dei padri, per condurre vite meno stressanti, sul piano mentale e meno insalubri su quello fisico, tante allergie sparirebbero. Ma questo è impossibile in toto. Nonostante si facciano sforzi la organizzazione, il sistema delle industrie e degli Stati si oppone al cambiamento. Esistono grani antichi, usciti di produzione negli anni ’60 per motivi economici, che da alcune ricerche condotte da docenti universitari in Toscana, con tutto il loro glutine, non creano problemi alle persone celiache. Forse bisognerebbe pensare che non sempre quello che non è vantaggioso economicamente potrebbe esserlo perché più sano! Forse le nostre società non dovrebbero essere guidate dal principio del profitto ma da quello della felicità e della salubrità. Questi erano i concetti base della “decrescita felice” ma come sempre tutto quello che potrebbe portare a cambiamenti dell’assetto sociale viene denigrato e non compreso da chi non vuole cambiare nulla.

Riferimenti:

MACELLERIA FRACASSI

Piazza Giuseppe Mazzini,

24/b, 52016 Rassina – Arezzo

+39 0575 591580

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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