Come cambieranno le vacanze nel 2050?

Il cambiamento climatico, la pandemia e i problemi economici orienteranno anche le scelte del turismo e dell’economia per il futuro

di Carlo Raspollini

Una località turistica tedesca sul Mare del Nord

Il tema delle vacanze è prioritario per molte economie del mondo, perché attorno al turismo si muovono settori importanti dell’industria, dell’agricoltura e dei servizi. Masse imponenti si spostavano per il Mondo, prima del Covid 19 e, comprensibilmente, continueranno a farlo, quando la pandemia sarà più controllata, quando si troverà il vaccino in grado di debellare il virus in larga parte dei continenti. A quel punto si dovranno fare i conti con le mete più a rischio, con quelle aree in cui il vaccino non è stato diffuso e in cui ancora si troveranno focolai del virus o di altre malattie. Mi riferisco a molti paesi africani, all’India, a diverse zone del Latino America e agli stessi Stati Uniti. Ma non si deciderà solo in base al rischio malattie.

Anche il cambiamento climatico modificherà i nostri comportamenti, le nostre abitudini alimentari, la scelta dei luoghi da visitare. Probabilmente condizionerà lo stesso abbigliamento, l’uso di mezzi di trasporto e i mercati e i consumi risentiranno dei nuovi equilibri ambientali. Immaginiamoci il mondo futuro con temperature modificate. Come cambieranno le nostre mete? I paesi caldi della fascia tropicale saranno soggetti a climi ancora più torridi, anche se in qualche misura mitigati dai venti e dalle correnti marine. I paesi freddi invece diventeranno più interessanti in primavera e in estate per il turismo di massa in cerca di refrigerio e di divertimento.

Spiagge olandesi

Faremo il bagno nei Mari del Nord?

Le nazioni del nord “beneficeranno” delle temperature in aumento. Nei prossimi 30 anni, infatti, Canada, Russia e Nord Europa saranno le nuove mete per le vacanze al mare. A dirlo è il Report Climate risk and response: Physical hazards and socioeconomic impacts del McKinsey Global Institute. Stiamo parlando della metà del secolo in corso, quindi del 2050. Quando le mete turistiche muteranno direzione per raggiungere le spiagge dell’Olanda, della Normandia, del Belgio e della Germania, oggi inospitali e battute da venti freddi e domani accoglienti “playas” per un turismo futuribile a base delle solite feste, grigliate, gare di windsurf o regate veliche nei “Mari del Nord”. Oltre tutto sono paesi in grado di offrire molto di più che una semplice vacanze al mare. Nel loro hinterland ci sono città, attrazioni culturali, musei, artigianato, attività sportive molteplici che possono attrarre masse di turisti in cerca di passatempi intensi.

Come si organizzeranno allora i paesi mediterranei? Che fine faranno le isolette della Grecia, Creta, Cipro, Malta e i vacanzieri di Ibiza, della Sicilia e della Sardegna? Semplicemente vedranno ridursi le presenze balneari ma non credo che Italia e Spagna perderanno in toto il loro turismo, perché l’attrazione delle città d’arte e della gastronomia non smetterà di interessare i viaggiatori. Le temperature aumenteranno ma non ovunque alla stessa maniera. La montagna appenninica per esempio o quella dei Pirenei e delle Alpi, potrebbe ancora dare ospitalità ad un turismo in cerca di refrigerio e di sport d’altura. Le città d’arte non smetteranno di esercitare una forte attrazione sui viaggiatori di tutto il mondo con le bellezze architettoniche e storiche uniche. Solo sarà ancora più necessario attrezzarsi bene per reggere la concorrenza in aumento delle città del nord Europa. La insufficiente “arte dell’accoglienza”, uno dei difetti congeniti del turismo italiano e spagnolo, dovrà subire importanti modifiche nelle strutture, nelle modalità e nei prezzi. Ci vuole più cortesia, più rispetto e meno abusi.

Le isole Lofoten in Norvegia

In America lo spostamento potrà riguardare l’area caraibica e della Florida a vantaggio del centro nord e delle aree interne messicane e statunitensi. Le estati californiane si sposteranno verso Seattle e Vancouver. Già oggi città con un forte potere di attrazione sui più giovani. I problemi potrebbero riguardare l’insistere degli uragani sulle coste orientali degli Stati Uniti, come già sta accadendo da qualche anno e su possibili inondazioni che decreteranno una fuga della popolazione dalla Florida e da alcune isole caraibiche, Puerto Rico e Bahamas in particolare.

Il rapporto del Mc Kinsey “ha analizzato anche le ripercussioni del cambiamento climatico sul mercato immobiliare e finanziario. I rischi legati a fattori ambientali renderebbero indisponibili i prestiti a lungo termine e potrebbero incidere sui premi delle compagnie assicurative. Un bel danno di immagine per molti Paesi.” (Clara Alario- Informa Press 14.2.2020)

Paesi freddi saranno le prossime mete di turismo

Se in Sicilia si stanno coltivando le banane e a Creta la frutta tropicale è già presente da tempo, anche la vite e l’olivo si sposteranno più a nord, oltre la valle del Reno e lo Champagne per approdare nelle colline inglesi, nella Bassa Sassonia e alla foce dell’Elba. Si ipotizza nello studio Mc Kinsey un incremento del 4% dei rendimenti agricoli russi per il 2050. Le precipitazioni e le temperature aumentate porteranno più raccolti in tutta l’aria del centro Europa dalla Russia all’Irlanda. La già florida offerta cerealicola canadese crescerà ponendo quel paese in vetta alla produzione di grano mondiale. Giungeremo a queste trasformazioni per gradi e quasi non se ne accorgeranno le generazioni future, adattandosi al cambio climatico e di abitudini alimentari.

Non siamo a Mikonos ma sulla costa olandese

Muoversi sarà indispensabile per la propria formazione

Questo fenomeno cambierà anche la politica futura e la proposta dei partiti non potrà più solo essere in chiave nazionalistica. I confronti con le progettualità e lo sviluppo delle altre società cambierà radicalmente il giudizio dell’elettorato più giovane e condizionerà sia il mondo delle scelte elettorali che quello delle comunicazioni.

La tendenza a muoversi e a viaggiare diventerà un dato acquisito e soprattutto per le giovani generazioni ci saranno sconti, facilitazioni e occasioni, come l’Erasmus, che farà sembrare loro il viaggio come un elemento naturale del processo di apprendimento, che va dalle medie superiori all’università. Non sarà concepibile studiare senza avere interscambi con università e culture diverse dalla propria. La propensione al movimento e a una professionalità mobile farà parte del bagaglio di ogni giovane studente del secolo in corso e verrà iscritta nei curricula da presentare per cercare un’occupazione. Così come lo spirito ambientalista, la conoscenza di più idiomi, l’avere amicizie consolidate in altre città e continenti con le quali lo scambio quotidiano è assicurato da internet e dalle comunicazioni telefoniche.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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