Come sarà la Sagrada Familia nel 2026?

L’opera più famosa dell’architetto catalano, Antoni Gaudí, potrebbe essere completata nel 2026, dopo 144 anni dalla posa della prima pietra.

Pubblicato in Architetturaecosostenibile

di Elisa Stellacci

Il cantiere della Sagrada Familia aprì nel 1882 con il progetto dell’architetto Francisco de Paula del Villar; solo nel 1883 fu affidato a Gaudí con il compito di proseguirne l’opera, che però ne modificò radicalmente il progetto con il suo inconfondibile stile. Artista ossessionato dalla perfezione e architetto delle “forme impossibili”, visse nella cattedrale come eremita dedicandole i suoi ultimi 14 anni di vita. Con la sua morte, avvenuta accidentalmente nel 1926, ha lasciato un’ingombrante eredità a scultori, artisti ed architetti. A quel tempo, infatti, erano state innalzate soltanto una facciata e una torre, ma già si preannunciava come il più grande capolavoro della cristianità.

Nel 2026, in occasione del centenario della morte di Gaudìil responsabile dei lavori di costruzione, l’architetto Jordi Faudi dichiara che la maggior parte dei lavori della Sagrada Familia  saranno conclusi; rimarranno pochi elementi decorativi e finiture. Quindi, la chiesa dovrebbe essere interamente ultimata entro il 2030 o il 2032.

La Sagrada Familia . A sinistra l’opera quando sarà terminata

Dopo aver costruito le sei immense torri, ed in particolare la Torre di Gesù Cristo sormontata da una croce per un’altezza di 173,5 m, diventerà edificio di culto più alto d’Europa. Supererà di 10 m la cattedrale di Ulm, in Germania. Se però si considera l’altezza interna, il primato dell’edificio più alto rimarrà ancora alla cattedrale di San Pietro a Roma.

La Sagrada Familia avrà 18 guglie dedicate a diverse figure religiose di varie altezze a seconda della gerarchia, quattro per gli evangelisti, una per ogni apostolo e due, che supereranno le altre, in onore della Vergine Maria e Gesù.

Un’opera costruita in base alle donazioni private e al ricavato dei biglietti dei visitatori

La lentezza dei tempi di cantiere e l’incertezza delle date di completamento sono causate non solo dalle difficoltà costruttive e dalla vastità dell’opera, ma anche da motivi economici. La costruzione è finanziata esclusivamente da donazioni private e dal ricavato dei biglietti dei visitatori, che in media si aggira sui 13 e 20 milioni di euro per anno.

Dio non aveva fretta di vederla finita, aveva ironizzato Gaudì… ed in effetti tempi di realizzazione sono davvero considerevoli. Comunque ora la basilica si avvia alla sua fase finale, grazie alla caparbia dei sostenitori, alle donazioni ma soprattutto alle nuove tecniche costruttive e alle stampanti 3d, che sembrano aver accelerato la costruzione. “Lavorare sui disegni di Gaudì in 2d non ha senso dal punto di vista architettonico” dichiara Jordi; lo stesso Peter Sealy, ricercatore di Harvard conferma “la Sagrada Familia è così complessa che è quasi impossibile disegnare dei progetti. Gaudí, infatti, ha lasciato praticamente solo un sistema geometrico di superfici rigate e un metodo di lavoro per tradurre queste geometrie in modelli di gesso. Molti dei modelli di Gaudì furono distrutti dagli anarchici durante la guerra civile spagnola, ma i frammenti superstiti possono ora essere digitalizzati con gli scanner 3d.”

Elisa Stellacci   –   Architetto

Elisa Stellacci

Si laurea in Architettura presso la FaF con tesi “Città di terra e acqua: strategia di riqualificazione delle sponde dei laghi mantovani’’. Oltre a collaborare con vari studi di architettura e grafica italiani, partecipa a workshop e corsi di formazione sulla progettazione del verde con piante mediterranee. Nel 2011 fonda “Flora et Labora”, un’associazione nata con finanziamento regionale, che si occupa di Garden Therapy, in chiostri e spazi interclusi inutilizzati. Lavora nella progettazione architettonica e paesaggistica, nella grafica e nel design. In ogni campo e in ogni progetto ricerca sobrietà funzionale e semplicità comunicativa, privilegiando l’utilità e la chiarezza.

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