Come saranno le Autostrade del futuro?

Dopo l’accordo Stato-Autostrade importanti novità. Illuminazione a LED nelle gallerie. Colonnine di ricarica delle auto elettriche. Ricarica wireless delle vetture. Riqualificazione di alcuni tratti obsoleti. Più spazi verdi. Riduzione dell’impatto ambientale.

di Carlo Raspollini

In seguito alla caduta e ricostruzione del ponte Morandi, che ormai dovremmo chiamare Ponte Piano, dal nome dell’architetto che ha donato a Genova il progetto, è nato un grande dibattito sulle Autostrade, principalmente rivolto alla manutenzione di un parco di quasi 3.000 km da rimodernare. Ma sarebbe meglio pensare al servizio autostradale con uno sguardo ai prossimi 30/50 anni. Per esempio, con la diffusione delle auto elettriche e la diminuzione delle auto a benzina e diesel, che fine faranno le Stazioni di Servizio? Infrastrutture fotovoltaiche ed eoliche potranno ridurre i costi di gestione per le illuminazioni e altri servizi?

Tuttavia si rende necessario prima un chiarimento sul futuro stesso della società Autostrade che passerà dal controllo della famiglia Benetton allo Stato.

Il nuovo ponte di Genova

L’accordo Stato – Autostrade

In breve, se lo Stato avesse ottenuto la revoca completa e l’estromissione totale dei Benetton, si sarebbe finiti in un contenzioso legale infinito, con il rischio concreto per lo Stato di dover pagare la penale di 23 miliardi. Il Presidente del Consiglio Conte è riuscito a trovare una soluzione di compromesso che mette d’accordo gli alleati di governo e che fa ingoiare alla controparte il rospo dei danni da pagare e della riduzione della quota Benetton nella società. La Società Autostrade (ASPI) aumenterà il capitale con nuove azioni acquisite da Cassa Depositi e Prestiti che arriverà a controllarne il 33%. Il valore di ASPI è stimato tra i 9 e i 12 miliardi e quindi il 33% risulta tra i 3 e i 4 miliardi. Questa è la somma che Cassa Depositi e Prestiti verserà alla compagnia. Se fosse passata la revoca della concessione avrebbe intanto pagato 7 miliardi, che potevano arrivare a 23 se il contenzioso finale fosse andato a finire male.

Atlantia, che detiene l’88% di ASPI, dovrà venderne il 22% a investitori di gradimento di Cassa Depositi e Prestiti. Si parla di Blackstone (Usa) e di Macquire (Australia). Inoltre Atlantia non potrà distribuire dividendi per 2 anni ai propri soci (Fonte: Corriere della Sera). In definitiva la Cassa Depositi e Prestiti avrà il 33% e gli investitori istituzionali il 22%. ASPI verrà quotata in Borsa e ci sarà una scorporazione di Atlantia da Autostrade. La holding Sintonia (famiglia Benetton) che detiene le quote di Atlantia, scenderà al 10% di Autostrade. Fondazione Crt e Fondo Sovrano Singapore (attuali soci di Atlantia) avranno il 2 e 3%. Gli altri soci come il Fondo cinese Silk Road il 3,4%.

Al bilancio mancano due punti fermi: i 3,4 miliardi di Euro che ASPI dovrà versare allo stato come risarcimento per il crollo del ponte Morandi e manca cosa accadrà del valore di Autostrade per effetto del possibile fallimento di Atlantia. A seguito del crollo le azioni della società controllata dai Benetton erano crollate parecchio. Adesso sono risalite del 26,6% e qualcuno è stato indotto, o ci ha marciato, per dire che hanno vinto i Benetton. Ma la attuale fiducia degli investitori è giustificata dall’accordo con lo Stato e comunque le azioni sono ben lungi da recuperare i 25€ che valevano prima del crollo, adesso sono attestate intorno ai 14€!

Le novità smart sulle Autostrade italiane

C’è chi le chiama Autostrade intelligenti, in realtà si tratta di inserire alcune modifiche che le renderanno meno costose e più funzionali. L’uso dei pannelli fotovoltaici o delle turbine eoliche, le ricariche solari, le reti wireless, lo sfruttamento del moto dei mezzi in energia sono tutti aspetti importanti per trasformare queste importanti vie di comunicazione in senso moderno.

Turbine eoliche che sfruttano il vento dei mezzi in circolazione

Il progetto eTurbine, di Pedro Gomes, sfrutta il movimento delle auto in energia elettrica. Viene sfruttato il flusso d’aria creato dai mezzi che sfrecciano veloci e che in pratica fanno muovere delle turbine come fossero pale eoliche. I primi prototipi sono già stati installati sull’A4 Brescia-Padova e sull’A31 Trento-Valdastico-Riviera Berica-Rovigo, grazie a una collaborazione tra ATEA (una startup) e Serenissima Trading (del Gruppo A4 Holding).

La Stanford University (California) ha messo a punto un sistema di ricarica wireless che può agevolare il limite di ricarica delle auto elettriche. Ricaricare la vettura in modalità wireless significa farlo in marcia, trovandosi alla fine del viaggio con la batteria carica completamente. Geniale.

Pannelli solari sul manto autostradale cinese

Il progetto Solar Roadways prevede la modifica del manto stradale con la introduzione di pannelli solari per produrre energia. Negli Usa questi tratti autostradali e parcheggi sono già centomila km. Anche in Cina si stanno realizzando corsie autostradali con pannelli fotovoltaici. Le potenzialità di questi pannelli sono notevoli anche in giornate nuvolose. Coprire 3.000 km di autostrade con questo sistema energetico ridurrebbe di molto il problema del fabbisogno energetico del Paese.

Ad oggi ASPI ha installato 165 impianti fotovoltaici che producono oltre 12 GWh all’anno di energia elettrica green, pari al 7% del fabbisogno complessivo annuo della rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia (175 GWh/a). Ulteriori 10 impianti fotovoltaici in autoconsumo verranno installati entro il 2021. Per il 2022 sono previsti altri 144 impianti, pari a 33 GWh annui di produzione di energia da fonte rinnovabile aggiuntiva, andando a triplicare la quota di elettricità pulita.

Colonnine di ricarica elettrica rapida

Colonnine di ricarica elettrica sulla rete autostradale

Le stazioni di servizio / elettriche. L’ascesa del fenomeno auto elettrica e gli incentivi per acquistarla cambieranno il panorama del parco auto in tutti i paesi occidentali e non solo. Una rete diffusa di stazioni di ricarica ultra veloce nelle aree di servizio, favorirà la diffusione delle auto elettriche. Un enorme risparmio sui costi di gestione. Solo che la parte benzina andrà via via riducendo il proprio ruolo e le stazioni diventeranno una piazzola di relax e ristoro, mentre l’auto farà il pieno di energia.

Il progetto prevede l’installazione, per il momento, di stazioni di ricarica ultra-veloce in 67 aree di servizio (il 31% del totale), in modo da coprire tutta la rete di Autostrade per l’Italia. Al termine di questa fase saranno presenti una stazione di rifornimento elettrico ogni 90 km. Dal punto di vista tecnologico, le colonnine saranno tutte ad altissima potenza (fino a 350KW) per consentire una ricarica completa tra 15 e 20’. Questa significativa riduzione dei tempi consentirà di equiparare il tempo medio di sosta in un’area di servizio di chi viaggia con un’auto elettrica a quello di un viaggiatore con autovettura alimentata a benzina o diesel. Di conseguenza, il tempo di percorrenza della tratta Milano-Roma scenderà da 10 a 6 ore (la durata attualmente impiegata con auto a benzina o gasolio).

La prima barriera anti rumore fotovoltaica ad alta efficienza d’Italia è stata installata sull’autostrada del Brennero, in località Marano (Trento) e garantisce una produzione media annua di energia di circa 690.000 kWh ed un abbattimento acustico, sia notturno che diurno, di 10 decibel.

La società Underground Power ha sviluppato un sistema di dossi artificiali, ovvero una pedana a filo asfalto che, deformandosi, rallenta i veicoli e trasforma l’energia cinetica in elettrica. Lybra, si chiama così il progetto, è composta da pedane deformabili di un metro per tre, che sotto il peso delle vetture attivano un generatore elettrico, ribassandosi di soli 3 cm.

La pedana Lybra

La rivoluzione green prevede anche l’installazione di LED nelle oltre 600 gallerie dell’intera rete autostradale, al fine di migliorare la visibilità e la sicurezza, riducendo i consumi di elettricità.

Plastic Free è una delle iniziative allo studio per sostituire l’intero parco automezzi di ASPI con mezzi ibridi o elettrici per ridurre l’emissione di CO2.

Reliquati stradali da recuperare. Sono le aree verdi che “avanzano” dalla costruzione autostradale. Spesso trasformate in parcheggi provvisori, aree di sosta breve, ornamento per brevi tratti di strada. Sulla Milano – Serravalle sono 1.086.217 mq, che costano di manutenzione un milione di euro all’anno! A volte diventano delle discariche abusive. Si sta pensando a cosa farne affinché non siano più un costo e un pericolo. Trasformarle in orti la vedo una proposta sconsiderata. Chi li gestirebbe? Poi un orto vicino all’autostrada? Va bene che con le auto elettriche si ridurranno le fonti di inquinamento ma un’autostrada è pur sempre una fonte di scarti contaminati, olii, residui di gomme degli pneumatici, quando non addirittura le emissioni di CO2 dei veicoli a benzina e diesel. I prodotti dell’orto diventerebbero tossici. Meglio farne opera di forestazione per ridurre la CO2, corridoi ecologici e aree di relax.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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