Il lavoro digitale da casa cambierà le nostre vite?

Il lavoro da “remoto” ovvero da casa, che in molti chiamano “smartworking” , imposto dalla chiusura delle attività per la pandemia, ha avuto un accelerazione che sta cambiando il mondo dell’impiego, dell’economia e anche quello dei sistemi di vita.

Pubblicato sul “Corriere della Sera” 1° luglio 2020

Dopo un lungo periodo di limitazioni legate alla crisi coronavirus, la vita è tornata lentamente a scorrere. La ripresa, però, impone una nuova normalità per evitare il riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria. In quest’ottica, il Dpcm del 17 maggio ha raccomandato “il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza”. L’obiettivo è sostenere il più possibile lo smart working. Oltre a favorire il distanziamento sociale, potrebbe offrire alcuni vantaggi che vanno al di là dell’emergenza. Ad esempio, in termini di costi, sostenibilità ambientale e produttività. Ma non solo: il lavoro agile potrebbe influenzare anche i consumi e il settore immobiliare. 

L’accelerazione dello smart working  

Fino a quando non si potrà tornare in ufficio in sicurezza, aziende, pubblica amministrazione e autonomi continueranno a promuovere il lavoro da remoto. Se nel 2019, secondo gli osservatori del Politecnico di Milano, i lavoratori in smart working erano circa 570 mila, in questi mesi di clausura sono diventati circa otto milioni. Secondo una ricerca Bva Doxa, in Italia il 73% delle aziende ha introdotto il lavoro agile per garantire continuità operativa durante la pandemia. Una rivoluzione, ancor più evidente se si considera che il 90% delle imprese è soddisfatto dei risultati. Superata la fase più acuta dell’epidemia, ci sarà un graduale ritorno in ufficio. Ma basterebbe che una parte dei lavoratori continuasse a operare in smart working per avere effetti consistenti. Secondo uno studio condotto dall’economista Tito Boeri, è una prospettiva che potrebbe interessare un quarto della forza lavoro nazionale. Con questi numeri è facile ipotizzare che le ricadute andrebbero ben oltre l’ambito professionale. 

Le tangenziali cittadine durante la pandemia

Come cambia la mobilità  

A livello ambientale, ad esempio, non essendoci la necessità di spostarsi verso il posto di lavoro, potrebbe diminuire il numero di vetture su strada, contribuendo alla riduzione dello smog. Un’analisi del Center for research on energy and clean air afferma che durante il lockdown sono diminuite del 40% le emissioni di biossido di azoto. Si tratta di un calo estremo e difficilmente replicabile, perché riflette un blocco totale delle attività non essenziali. Ma è comunque un indizio. Se non si ha l’esigenza di andare tutte le mattine in ufficio, sarà ancora necessario possedere un’auto? Se la risposta fosse no, potrebbe crescere la mobilità green (con biciclette e mezzi elettrici) e quella condivisa. 

Anche abitare diventa smart  

Lo smart working potrebbe avere un impatto sul mercato immobiliare. Con meno lavoratori all’interno degli uffici, le aziende avrebbero bisogno di meno spazio e potrebbero quindi dismettere alcuni locali e occuparne di più piccoli, tagliando i costi di locazione. Si aprono opportunità per i co-working, attrezzati proprio per il lavoro agile. Allo stesso tempo, le esigenze di chi lavorerà da casa potrebbero orientare le scelte abitative. Diventa fondamentale, ad esempio, avere uno studio, o quantomeno lo spazio per una postazione di lavoro. E se non si dovrà più raggiungere l’ufficio ogni giorno, potrebbero tornare utili soluzioni lontane dalla sede dell’azienda. Se adottato su vasta scala, lo smart working potrebbe modificare anche i consumi, a partire da quelli alimentari. La mensa e la pausa pranzo al bar verrebbero sostituite da un pasto casalingo. Durante il lockdown, molti italiani hanno scoperto (o riscoperto) la cucina. Secondo una ricerca di TheFool e GWI, circa un quarto di loro dice di voler passare ai fornelli più tempo anche nel post-emergenza. E circa uno su sei afferma che continuerà a utilizzare più spesso i servizi di food delivery.    

Gli attrezzi del mestiere: dispositivi, servizi, connettività  

Altro aspetto centrale sono gli strumenti del mestiere. Non tutti i lavoratori possiedono dispositivi da utilizzare nelle proprie abitazioni e non tutte le aziende hanno già adottato processi e piattaforme necessari per organizzare il lavoro agile. Per far fronte a queste esigenze, Vodafone Business ha lanciato alcuni pacchetti su misura per Pmi e professionisti che lavorano da remoto. Un esempio è la soluzione Smart Mobility che mette a disposizione soluzioni per gestire le operazioni interamente online, permettendo l’organizzazione delle attività, la registrazione di presenze e assenze da remoto, la comunicazione tra azienda e dipendenti, anche in real time, la pianificazione del lavoro per obiettivi e la protezione dei dati aziendali.

La sicurezza è un aspetto sottolineato dal Garante della Privacy, secondo il quale è necessario garantire il diritto alla protezione dei dati e allo stesso tempo quello alla disconnessione, “senza cui si rischia di vanificare la necessaria distinzione tra spazi di vita privata e attività lavorativa”.  

Le offerte dedicate allo smart working combinano flessibilità ed efficienza per adattarsi alle nuove modalità, anche attraverso l’offerta Microsoft 365: il pacchetto include software e servizi per archiviare i documenti in cloud, lavorare assieme sullo stesso documento, effettuare audio e video conferenze, prendere appuntamenti online, mandare mail.

Il pilastro di un lavoro agile che funzioni resta comunque l’accesso a una connessione stabile, sicura e veloce. Il lockdown ha confermato, una volta di più, la sua importanza, tanto da riproporre l’idea dell’accesso a Internet come diritto fondamentale. Durante la clausura, la rete ha retto a un inedito sovraccarico di traffico, imputabile però solo in parte allo smart working. È la conferma che, dal punto di vista tecnico, l’Italia è pronta a fare il grande salto verso modalità di lavoro diffuse. Per permettere a professionisti e aziende di attingere a tutti i vantaggi che questo comporta.  

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