Le soluzioni per la ristorazione

di Carlo Raspollini

   In queste settimane si stanno moltiplicando le proposte e le iniziative per permettere ai ristoranti di riprendere a lavorare in maniera proficua. In tutto il mondo non sono pochi, circa il 20-25% quelli costretti a chiudere. Per gli altri che non siano di fine-dining, ovvero stellati e simili, si prospetta l’esigenza di far superare al cliente la paura di andare a cena fuori. Vi dico subito che mi piace questa frenesia creativa, è segno di intelligenza e spirito di adattamento. Noi clienti abbiamo il dovere di aiutare i nostri concittadini che ci assicurano il piacere della buona tavola e dello stare insieme in allegria. È una delle ragioni della vita.

   Certamente le norme di sicurezza applicate a camerieri e cuochi e la sanificazione prima e dopo sono indiscutibili e credo che resteranno a lungo. Ugualmente mi pare corretta l’igiene delle mani e un controllo all’ingresso del locale, così come sarebbe auspicabile un percorso unico di ingresso e di uscita, se si può. Bene anche l’insistere sulle prenotazioni e la riduzione del numero di clienti ospitabili per turno. Istituire tre turni di pranzo e cena non mi pare sconveniente, anzi agevola il lavoro della cucina e noi clienti lo apprezziamo. Meno siamo meglio stiamo.

   I problemi iniziano sulla gestione del menù. Portare il supporto cartaceo o anche elettronico non mi sembra più accettabile. Troppe mani lo toccano. Si può ovviare con la lavagna posta sulla parete con tutti i piatti in proposta. La stessa potrebbe essere messa all’ingresso del ristorante. Già si fa all’estero in molti casi. Oppure con un tablet posto sul tavolo, come fanno gli orientali. Che poi viene sanificato al termine del pranzo. Meglio sarebbe con il menu scaricabile sul proprio cellulare da una App del ristorante. La potremmo scaricare prima di andare a cena. Già oggi con Tripadvisor e Google Map, quando cerchi il ristorante, trovi anche il menu, magari non aggiornato.

   I tavoli tondi sembra che prenderanno il sopravvento. Addio alle grandi tavolate delle feste di compleanno o dei matrimoni dunque? Le tavolate nelle osterie tutti insieme, compresi altri clienti sconosciuti, le vedo ormai definitivamente da abolire.

   Cenare all’aperto, sotto un pergolato, su una terrazza, in riva al mare, è sempre stato piacevole. In Italia, in Spagna, in Grecia si può fare. Ovunque nelle isole caraibiche o nei luoghi di villeggiatura, in campagna dove c’è un clima temperato e ventilazione.  Nelle città d’arte italiane è sempre stato possibile, e piace allo straniero, pranzare in Piazza Navona o in Piazza del Campo, nelle calli veneziane o nei vicoli di Napoli. Al chiuso occorre mantenere le distanze. L’idea della campana di plexiglass onestamente mi pare una bischerata. Come si fa a mangiare dentro una campana di vetro? Meglio stare distanti. Anche i separé di plexiglass o di cartone mi fanno pensare alle stalle. Mi sentirei scomodo.

   Il delivery sta prendendo sempre più piede. C’è chi addirittura lo fa in forme nuove. Ti invio gli ingredienti e le istruzioni e ti cucini da solo. Oppure nella forma del pranzo guidato digitale, in collegamento con lo chef, che ti ha inviato il pranzo e al quale tu puoi fare domande da casa. Sono tutte idee che allargano una offerta che si era ristretta per il problema delle distanze da rispettare e della limitata disponibilità di spazio dei locali. Non mi stupisco se qualche ristoratore si ricicla completamente nel delivery e nel take away. Le pizzerie già lo sono in gran parte. Chiunque lo può fare. Basta sostituire alcuni piatti elaborati con lo street food, rapido e gustoso. In questi anni ha avuto un enorme successo.

   Finalmente potremo contare sulle proprie bottigliette d’olio extravergine di oliva da stappare, su ogni tavolo. Il proprio contenitore di sale e di pepe. La propria confezione di aceto. La propria bottiglia di acqua minerale.

   Sul conto da pagare ho letto varie proposte per mantenere le distanze e non far circolare fatture, moneta cartacea, credit cards… dove il virus resiste fino a 4 giorni! Se ci sono modalità di pagamento via telefono, sono da preferire in ogni caso. Quanti se ne avvarranno? Ce lo vedete l’oste della trattoria di Trastevere? Del resto il mondo cammina… Certo si elimina tanto contante quotidiano, che faceva piacere al ristoratore, anche ai fini di un possibile “nero”. Così diventa difficile far sparire le fatture, ma si guadagna tutti in salute.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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