La ripresa dell’economia nei Caraibi, aspettando il vaccino risolutore

Qual è il futuro del turismo nella regione caraibica?  Si spera nelle vacanze di Natale ma finché non arriverà un vaccino che metta in sicurezza i paesi di provenienza e di arrivo, il turismo non potrà riprendere ai ritmi del recente passato. Intanto già si vedono le nuove tendenze del futuro.

Carlo Raspollini

Le spiagge caraibiche attraggono milioni di turisti da ogni parte del mondo

La stagione 2020 sarà ricordata per la pandemia ma anche per l’enorme crisi economica, che ha portato come conseguenza, in ogni angolo del mondo. I paesi che vivono principalmente di turismo, come le isole caraibiche, ovviamente, stanno soffrendo questa situazione più di altri. Non ci sono alternative possibili per risollevare queste economie se non comincia di nuovo l’afflusso dei viaggiatori vacanzieri dal nord America e dall’Europa. Pensare che il 2019 è stato un anno di “quasi-boom” turistico e le prospettive per il 2020 erano più che rosee.

La pandemia di Covid-19 è arrivata quando il settore turistico dominicano era già ferito. Non si era ancora ripreso dai danni provocati da una campagna mediatica sulla morte di alcuni turisti americani in alcuni hotel locali, durante il primo semestre dello scorso anno. Quella campagna ha provocato un elevato volume di cancellazioni nelle prenotazioni aeree previste per la seconda metà del 2019. Successivamente è stato accertato che i decessi erano avvenuti per cause naturali.

Nonostante ciò, gli arrivi di turisti nella Repubblica Dominicana sono stati 6.446.036 nel 2019, circa 122.852 in meno rispetto al 2018. Come è logico, la diminuzione si è riflessa sul reddito del Paese, diminuito di 92,6 milioni di dollari, un meno 1,2%, rispetto al 2018.

Secondo l’ex Ministro del Turismo della Repubblica Dominicana, Francisco Javier Garcia, dal 16 agosto sostituito da Miguel David Collado Morales, col nuovo governo di Luis Abinader, il turismo apportò alle casse dello Stato dominicano lo scorso anno ben 7.468 milioni di dollari. Un 8% del Pil e 67% dell’esportazione complessiva.  

Si capisce quindi l’importanza che viene attribuita al settore e la necessità che si attuino misure adeguate per contrastare la crisi e assicurare una lenta ma graduale ripresa. Consideriamo quante persone vivono di turismo. In Dominicana si calcolano poco meno di un milione gli addetti, in maniera diretta e indiretta, equivalenti a circa il 16% dell’impiego totale. L’80-90% di questi lavoratori ora sono sospesi, in attesa che il flusso turistico riprenda, si spera, per le feste di Natale.

Villetta in un campo di golf a Bavaro Punta Cana (Noval Properties)

Un flusso di 6,5 milioni di turisti l’anno nel 2019

Si calcolano in circa 6,5 milioni i turisti che ogni anno scelgono la Repubblica Dominicana per le loro vacanze, che sono vacanze brevi di una settimana più o meno, nelle centinaia di strutture alberghiere che vanno dall’Est (Macao-Bavaro-Punta Cana) alle spiagge del sud (Bayahibe, Boca Chica, Casa de Campo), del Nord (Puerto Plata, Sosua, Rio San Juan, Cabrera) e della penisola di Samanà  (Las Terrenas, Cayo Levantado, Las Galeras) sempre più ricercata anche dal turista eco-sostenibile. Quest’anno, in concomitanza con la crisi, il 70% delle strutture alberghiere di Bavaro – Punta Cana sono rimaste chiuse. Non conviene a questi hotel da 700 / 1000 stanze, restare aperti se non coprono almeno il 30% delle abitazioni con le presenze.

Hanno invece preso a funzionare gli affitti delle piccole residenze, appartamentini, villette, dove la famiglia poteva isolarsi e vivere la vacanza in completa sicurezza. Questo tipo di investimento infatti sta avendo un enorme impulso come opportunità per il futuro. Non la comproprietà, non la vacanza in grandi hotel quindi, ma l’acquisto o l’affitto di spazi monofamiliari, siano essi in grandi residence o in hotel. Il delivery e il take away consentono poi una sopravvivenza accettabile, senza rischi di contaminazioni. Gli investimenti si stanno spostando verso i mini appartamenti. In costa Est se ne stanno costruendo sempre di più e a detta dei costruttori, come la Noval di Fabio la Rosa, vanno via come il vento. La famiglia si sente più garantita e poi è un investimento che rende, quando non lo si sfrutta personalmente, perché le agenzie locali possono affittarlo ad altri turisti.

Un desayuno (colazione) tropicale

Una riapertura timida e con tante incertezze

Al buio dei mesi primaverili è seguito una lenta graduale timida riapertura. Iniziarono Antigua e Bermuda con il primo volo dagli Usa il 4 di giugno, poi Santa Lucia, il Belize, che vantava l’assenza di casi di Covid 19, Grenada e l’olandese Aruba. Anche Bonaire, vicina ad Aruba vanta zero casi di Covid e dal 15 giugno ha riaperto le frontiere. Essere a zero casi è una bella cosa ma in qualsiasi momento può capitare un viaggiatore o un trasportatore contagiato asintomatico che infetta decine di abitanti e comincia il calvario.

In queste isole non è facile avere un controllo certo dello stato di salute di tutti i cittadini, compresi quelli che per motivi sociali ed economici spesso sfuggono ai controlli stessi. Nelle isole Vergini americane hanno riaperto le frontiere dal 1° giugno anche se permane lo stato di emergenza. Nelle Cayman (64.000 abitanti) si conduce un programma di test sierologici su quanti arrivano nelle isole, in particolare croceristi. Sul 20% della popolazione sono stati riscontrati 150 casi di Covid 19, tra cui anche un bambino di 9 anni, e non è l’unico caso al mondo, anzi. Con buona pace di chi sosteneva che l’infanzia era immune. Da un lato c’è la necessità di riaprire e dall’altro l’ansia di creare un problema alla popolazione locale, anche per la non perfetta capacità sanitaria di far fronte a una pandemia così pericolosa.

Las Galeras Village, un villaggio con 9 ville separate, in Repubblica Dominicana

In futuro il problema sarà testare tutti i turisti

In futuro il vero problema sarà testare i turisti. Si può mettere in sicurezza gli abitanti di un’isola ma è sufficiente un solo turista infetto, magari arrivato con una barca a vela, per far partire i contagi. Per questo si stanno studiando protocolli di verifica dello stato di salute di chi arriva, cercando di non lasciare nulla al caso.

Bisogna tenere presente poi che con il 1° giugno si è riaperta la stagione degli uragani. Un ulteriore problema anche a causa degli impatti sempre più gravi, per via del riscaldamento globale. Negli ultimi anni le tempeste sono aumentate di intensità causando effetti devastanti, ma non tanto in Dominicana quanto in Puerto Rico, Bahamas e Miami.

Nei prossimi mesi verranno adottate misure di controllo sanitario all’arrivo dei turisti in aeroporto e negli hotel. Il controllo delle temperature già si effettua all’ingresso di ogni struttura pubblica, come supermercati, uffici, negozi, banche. Così come la sanificazione delle mani con il gel e il mantenimento delle distanze di sicurezza oltre il metro nelle file e nei luoghi chiusi. In Dominicana resta la chiusura di tutte le attività dalle 7 di sera alle 5 del mattino seguente, anticipata alle 5 del pomeriggio nel week end. Quanto durerà il “toque de queda”? Sicuramente ancora per settimane se non mesi, finchè la situazione sanitaria desterà preoccupazioni. Questo mortifica l’attività delle discoteche e dei ristoranti e crea pregiudizio per i vacanzieri stranieri.

Per il futuro c’è molto ottimismo perché il livello degli investimenti in atto e anche dei nuovi sottoscritti per la costruzione di nuovi hotel e l’ampliamento di altri, il livello delle costruzioni in via di definizione, la costruzione di un nuovo aeroporto nella zona di Macao, nonché l’arrivo delle notizie dei primi vaccini in sperimentazione in Cina, in Russia e in Inghilterra lasciano ben sperare per la ripresa economica, da tutti indicata per la primavera del 2021. Speriamo, come si dice, di arrivarci vivi.

Appartamento-chalet nella penisola di Samanà (Chalet Tropical)
Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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