Mi immagino in un futuro (im)possibile

Non riesco pensarlo tutto positivo, felice, spensierato. Vengo assalito da dubbi, pensieri, problemi. Forse ora è il momento di fare qualcosa?

Carlo Raspollini

Sono ormai diversi mesi che mi immergo quotidianamente in immagini, previsioni, studi relativi al futuro. C’è sempre una componente immaginifica accanto a una basata su ipotesi realistiche, piani di progetti che comunque troveranno una loro applicazione. A volte, nei momenti di relax, vengo assalito da fantasie anche divertenti. Cosa accadrebbe se…

Faremo a meno dell’auto di proprietà

Per esempio sembra che con il sistema di noleggio generalizzato, faremo a meno dell’auto di proprietà. Una sorta di car sharing più diffuso e a buon mercato. Riduce il parco macchine, ottimizza la mobilità, diminuisce il pericolo di inquinanti che, comunque, anche con la propulsione elettrica rimarrebbero. I freni e l’uso degli pneumatici per esempio. Ancora non s’è scoperto come sostituirli con materiali non inquinanti.

Quindi esco di casa, io uomo del 2050, supponiamo, e cerco con la mia app tra varie compagnie, quella che ha l’auto parcheggiata (non lasciata sui marciapiedi come oggi succede coi monopattini) più vicina. Il resto lo conoscete. Solo che questa auto non la devo guidare. Imposto l’itinerario nel computer di bordo e l’auto, una volta inserita l’autorizzazione, parte e mi conduce all’indirizzo richiesto. Si perché non le guideremo più, con grande vantaggio per la riduzione degli incidenti stradali, anche minimi, in città. Tante perdite di tempo in meno, liti, discussioni, spese di assicurazione che non esisteranno più, almeno per le auto. Nei casi più fortunati invece potremo usufruire dell’auto drone, elettrica, che opera nei collegamenti cittadini.

E se volessi noleggiare uno scooter? Identica cosa, solo che lo scooter lo devo guidare, avrò necessità di un casco? Neanche per sogno. Gli scooter saranno dotati di quella copertura aerea che mi protegge in caso di caduta e mi salva dalle intemperie ma soprattutto non mi spettina e non mi costringe dentro una scatola per l’intero tragitto. Erano già in produzione scooter del genere, senza troppa fortuna ma torneranno.

Auto volante a propulsione elettrica con idrogeno e ossigeno.

Un telefono al polso

Il telefono, o qualcosa di simile, non sarà quel pezzo di plastica che ora conosciamo. Sarà al polso, combinato con l’orologio e consentirà molte più funzioni di adesso. Sarò connesso in pochi attimi con l’ufficio, casa mia, i telefoni dei familiari, degli amici, di chi voglio io. Un tablet che porto nella borsa (perché la borsa, nel 2050, ancora esisterà) mi mostra in video la chiamata che ricevo sul telefono o direttamente sul tablet. Potrei anche vedere la telefonata sulla lente destra degli occhiali ma farlo guidando mi esporrebbe a una salatissima multa.

I vigili alla centrale se ne accorgerebbero, perché le centinaia di telecamere distribuite lungo il percorso, inquadrerebbero un anomalo conduttore di scooter che sta ricevendo una chiamata video sugli occhiali. Non chiedetemi come faranno ma lo faranno. Sapendolo, evito. Perché dalla centrale, con l’identificazione personale che possono attivare, saprebbero in pochi secondi chi sono, dove vivo, dove lavoro e in quante banche tengo i conti correnti. Ma non pensate alle banche come le conoscete adesso.

Le banche saranno virtuali, come i soldi

Non saranno palazzi austeri con impiegati frustrati dietro una scrivania o il servizio casse. Con sicurezza privata armata e un direttore che non ha mai tempo per riceverti, no, non sarà più così. Le banche centrali continueranno ad esistere e forse anche una filiale in ogni città, per incontri riservati in uffici schermati e protetti. Niente circolarità di cartamoneta, niente polizia, niente rapine. Il contatto con la banca è via telefono o via computer. La banca è on line. Le operazioni sono tutte on line. La moneta è virtuale. Non la tocchi più, non esistono più pezzetti di carta filogranata, tutto avviene con le credit cards super controllate, non clonabili, con le quali fai la spesa (on line) al grande negozio virtuale, sia per gli alimenti come per i vestiti. Ma non tocchi, non provi? No, loro sanno i tuoi gusti e le tue misure, che puoi aggiornare quando e come vuoi. Fai tutto on line. La merce arriva a casa tua e un portiere la prende in carico e la fa arrivare nel tuo appartamento. Non si consente a un fattorino di entrare in contatto con te, sarebbe pericoloso. Per cosa? Per le malattie.

I virus saranno sempre tra noi

I virus infatti non sono spariti. Ce ne sono più d’uno in circolazione e la mascherina, in preparato particolare, che fa filtrare l’ossigeno in entrata e l’anidride carbonica in uscita, ti protegge continuamente. Ci hanno impiegato 15 anni ma sono riusciti a fare la mascherina che davvero ti protegge. Non si potevano debellare le cause dei virus dici? Si, si poteva ma avrebbe comportato un cambio totale dello stile di vita. Debellare l’origine dei virus significava non invadere più l’ambiente naturale, non entrare in contatto con specie selvatiche che resistono meglio di noi alle infezioni virali. Significava non costruire più quartieri, città, fabbriche in zone periferiche del pianeta.

Anche se ormai molte produzioni sono state spostate nello spazio, sulla Luna e anche su Marte, non si smette di produrre sulla Terra, abitare, inquinare, invadere spazi naturali e l’inquinamento purtroppo è solo diminuito ma non scomparso del tutto. Gli ospedali pure non sono spariti. Sono decuplicati. La vita si è allungata, le medicine aumentate, i nostri corpi resistono fino a 100 anni e più ma sono debilitati dalle cure per restare in vita.

Il Mediterraneo è diventato torrido

Perché sono finito a parlare di ospedali? No pensiamo alle vacanze. Dove e quando si va in vacanza nel 2050. Allora io non vivo in Italia, in nessun paese del Mediterraneo e della fascia che una volta era temperata e ora è diventata tropicale. Per vivere nel futuro devo andare più a nord, dove il clima s’è fatto più mite, a causa del riscaldamento globale e le coste italiane, come le isole greche, sono diventate luoghi torridi dove non si resiste ai 50° C delle ore più calde. La vegetazione s’è ridotta ad arbusti e palme, anche il mare è caldo e abitato da pescecani enormi e pesci tropicali. Le spigole sono sparite, trasferite a nord con orate e sgombri.

Attualmente (2050) vivo a Göteborg, in una villetta sul mare. L’ufficio è in centro. La casa è dotata di elettrodomestici intelligenti che io posso gestire da fuori col telefono, se mia moglie me lo lasciasse fare ma no, lo vuole fare lei. Questo non è cambiato nel futuro. Con dei click riesce a controllare dall’istituto, in cui è impiegata come ricercatrice, sia la spesa che la pulizia automatica della casa. Addirittura un sistema complicato nell’armadio riesce a lavare vestiti e pantaloni, ripiegarli e riporli nell’armadio stesso. La spesa arriva a casa col solito sistema del runner. In qualche caso ci sono i droni ma nel nostro caso non si può e poi quello del runner è un modo per far lavorare gli immigrati, che arrivano puntualmente dall’Africa e dall’Asia per cercare lavoro e fuggire da terre ormai inospitali climaticamente.

La scuola e il lavoro sono on line

I figli vanno a scuola. Si ma solo in alcuni periodi. Per ricerche, esami, riunioni. Per lo più la scuola si fa on line, come molti telelavori. Ci sono enormi vantaggi a restare a casa. Inutile spiegarli. Certo non si può e non si deve eliminare il momento di verifica, sono brevi esami trimestrali e poi quello finale. Ma oggi tutta la classe si riunisce on line ed un bel risparmio. L’on line ti consente contatti col mondo intero in tempi brevissimi. Questo ormai vale per scuole, università e aziende. Ci si collega su appuntamenti e questi meeting sono molto produttivi. Lo scambio di esperienze e informazioni è più ampio e rapido. Tutto questo ha significato eleggere l’inglese a lingua internazionale per tutti, per dialogare senza limiti ma ha anche abbattuto confini e steccati e incomprensioni.

Non esistono in pratica i singoli paesi ma grandi Unioni federali, come una volta erano gli stati Uniti d’America o la Confederazione Russa. L’Unione Europea è da anni una bella realtà. Tutti gli stati del vecchio continente, meno la Svizzera e altri piccoli staterelli, sono uniti in una grande Unione Europea, una federazione di stati diversi con un solo Parlamento e un solo governo federale e tanti locali. Un solo esercito, una sola moneta, un solo Codice Penale e Civile, una sola Costituzione. Bello no? Si ma soprattutto necessario, se si voleva resistere alla concorrenza di Cina, Usa, Russia e di altri colossi come India, Brasile e Nigeria. La Cina è il primo paese al mondo per Pil e anche come livello qualitativo della vita. Il regime comunista non c’è più, sostituito da una federazione democratica di stati, con una popolazione che cresce ma a ritmi più contenuti.

Il catamarano del film Waterwortld

Si comincia a vivere sul mare

Il mondo è quindi più tranquillo, senza tensioni?  Neanche a parlarne. Le tensioni ci sono eccome. Il controllo dei viaggi interplanetari è motivo di conflitto. La gestione dei minerali fondamentali, il litio, il silicio, l’uranio, necessari per le batterie, i pannelli fotovoltaici, le centrali nucleari è un’altra occasione di guerre. Non basta. Il petrolio è stato abbandonato ma ora è l’acqua è il vero tesoro di cui tutti gli stati vanno a caccia. Il controllo delle riserve d’acqua è terreno di scontro, anche militare, tra Stati. L’acqua potabile è sempre la stessa da quando c’è la l’umanità che la cerca sulla Terra. Con lo scioglimento dei ghiacci è anche diminuita, dissolta nei mari e negli oceani. Molte terre sono semi sommerse. Alcune città sono già sott’acqua, le isole Maldive sparite. Venezia in parte sommersa, come altre coste mediterranee. Cominciano ad essere costruite le prime città sul mare, isole galleggianti, protette e alimentate da pannelli fotovoltaici e correnti marine. Diventeremo Waterworld e anche per questo si spinge l’umanità ad emigrare sulla Luna e su Marte, quello è il futuro.

Ma è l’ora di cena e mia moglie viene a chiamarmi. Mi scuote. Mi sveglio. È pronto. Capisco che non devo partire per lo spazio, devo solo andare a cena. Il futuro mi provoca ansie e preoccupazioni più che un senso di sconfinata fiducia, ma il problema viene dal presente. Se adesso non faremo il necessario perché i disastri annunciati non si possano verificare, forse riusciremo a dare un futuro migliore ai nostri figli che lo vivranno.

Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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