Viaggiare in aereo al tempo del Covid 19

In un ipotetico, ma possibile, viaggio al tempo del Covid19, non sempre si riesce a rispettare le regole stabilite. É oggettivamente impossibile mantenere le distanze in tutte le occasioni, rispettare tutte le imposizioni, sottomettersi a regolamenti che vengono costantemente disattesi.

di Carlo Raspollini

A Las Americas controllo temperatura dei passeggeri

Chiameremo il nostro passeggero protagonista Sig. Mario Rossi. Le cose che gli accadono appartengono alla sfera del possibile, ve lo posso garantire.

ll signor Mario Rossi riesce a trovare un volo per rientrare in Italia, dopo quattro prenotazioni cancellate, per motivi dovuti alle decisioni dei vari governi, riguardo al Covid19. Dai primi giorni di maggio, quando era fissato il volo di rientro, alla fine di una vacanza, di cancellazione in cancellazione, si arriva al 9 di luglio. Il volo era acquistato da Iberia. Da Santo Domingo a Madrid e poi a Roma. Ma Iberia non può volare per chiusura degli aeroporti, su disposizioni dei Governi spagnolo e dominicano. La diffusione dei contagiati nell’isola cresce esponenzialmente e anche in Spagna la situazione non è tranquilla. La linea aerea avvisa il suo cliente via e-mail. In cambio del volo cancellato si offre un’altra data da scegliere, oppure un voucher per fissare un altro volo, entro il 31 dicembre dell’anno in corso. Le compagnie preferiscono non restituire il denaro incassato e costringere il cliente a trovare una soluzione con lo stesso vettore, per non perdere l’incasso. La norma non è regolare. In Italia viene decretato che la restituzione del denaro deve essere offerta in alternativa alla decisione per un’altra data di viaggio. Ma in Repubblica Dominicana questa legge non c’è e i diritti del cittadino sono optional.

Molti turisti sono rimasti bloccati per la chiusura dei voli

Il Sig. Rossi deve tornare. Le vacanze sono terminate e anche i soldi. Restare nel paese caraibico comporta spese impreviste. Da maggio a inizi luglio sono due mesi, 60 giorni di affitto, pasti, bevande ed extra. Concorda una tariffa ridotta con l’albergatore impietosito. Si fa spedire dei soldi dall’Italia via Western Union.  

Il volo alternativo non passa più per Madrid. La rotta è per Miami e Londra. È un volo Iberia gestito da American Airlanes e da British Airlanes.  Su queste rotte l’Alitalia non viene. Tra linee aeree si spartiscono le aree da gestire. Il Sig. Mario Rossi vive a Puerto Plata, dove c’è un aeroporto internazionale ma per rotte che vanno in direzione Los Angeles, Montreal, San Francisco, Mosca, Francoforte e Toronto oltre a Panama e Puerto Rico. Quindi non resta che partire la mattina presto, verso le 8, con il Caribe Tours. Un servizio pullman super efficiente che percorre tutte le principali strade e autostrade dell’isola. Questo servizio è tornato disponibile da poco tempo. Anche i bus hanno dovuto sottostare al periodo di fermo. Viaggiare nel Caribe Tours significa rischiare un’influenza ma non per il virus. In cabina la temperatura è prossima allo zero. Meglio portarsi un maglione.

Si chiede il distanziamento ma nelle manifestazioni politiche si permettono assembramenti

Ora che i bus tornano a viaggiare, si dispone un distanziamento tra i passeggeri, che devono dotarsi di regolare mascherina. Possono occupare posti contigui solo i familiari. Domenica 5 luglio in Dominicana ci sono state le elezioni presidenziali. Ha vinto Luis Abinader, del Partito Rivoluzionario Moderno, centro sinistra, ma non significa niente. Abinader ha superato brillantemente Gonzalo Castillo, detto El Penco, del Partito della Liberazione Dominicana, centro sinistra, ma non vuol dire nulla. Il PLD era al potere dal 2004 con vari presidenti. Logico quindi che i vincitori si abbandonassero ai festeggiamenti per la vittoria, dopo 16 anni! Le strade delle città vedono larga parte della popolazione abbracciata a cantare e gridare. Già durante il voto la gente si era affollata fuori e dentro i seggi elettorali, salutando e sostando presso le scuole, senza alcuna attenzione per il distanziamento sociale. È normale così. La legge dice che in Aeroporto bisogna stare a 6 feet, 2 metri, gli uni dagli altri e indossare la mascherina, obbligatoriamente, quando si entra in contatto con altre persone. Ora perché in Aeroporto si deve stare distanti e nel seggio elettorale no, nessuno ha saputo spiegarlo al Sig. Mario Rossi. In ogni caso lui si è dotato di 10 mascherine per alternarle durante il volo. A Las Americas, aeroporto internazionale di Santo Domingo, la mascherina ce l’hanno tutti. Al desk hanno messo la protezione in plexiglass per difendere il personale del check in. Una striscia gialla sul pavimento indica la posizione che il viaggiatore non deve oltrepassare. Al check in American Airlanes vengono consegnati al Sig. Mario Rossi due biglietti: da Santo Domingo a Miami e da Miami a Londra Heathrow. E quello da Londra a Roma? Per quello bisogna chiedere al desk della British Airlanes di Miami.  Intanto spediamo le valige. La grande va bene e la piccola? Bagaglio a mano, sospira Rossi. Non è permesso il bagaglio a mano. E allora spediamola. Si ma c’è da pagare. Come sarebbe? La devo spedire e devo pagare? Si. Quanto? Settemila pesos y pico, circa 110 €. Ok.

Distanziamento imposto in aeroporto

A Miami bar, ristoranti e negozi sono chiusi: aeroporto spettrale

In Aeroporto bar e ristoranti sono chiusi. Ci sono solo i distributori di acque minerali. Superato il controllo c’è da pagare l’imposta di permanenza oltre il limite dei 60 giorni. Sarebbero 4.000 pesos per un periodo da tre a nove mesi. La signora dell’ufficio tuttavia dà a Rossi una buona notizia. Il Presidente ha annullato l’imposta per via della impossibilità di partire. Un provvedimento logico ma appunto per questo strano che sia stato preso. Quale Presidente l’ha deciso, il nuovo? No è stato Danilo Medina, il vecchio. Prima di andare via ha voluto fare questo regalo ai vari Signori Rossi, bloccati negli hotel dell’isola. Grazie. Sull’aereo alcuni posti sono tutti occupati, altre file solo in parte. Non si capisce il senso, ma forse ci sarà.  A Miami l’aeroporto è spettrale. Ampi corridoi deserti. Bar e negozi sbarrati, ristoranti, venditori di liquori e profumi chiusi. Pochi anche i passeggeri che cercano il proprio Gate per andare via. Miami ha 70.000 contagiati. La situazione è grave. In tutta la Florida sono 255.000 e i morti oltre 4.000. Si scende, si prende un treno, si cambia Terminal, si sale due piani. Tutto in un silenzio anomalo. Anche le scale mobili sono ferme. Funziona solo il controllo della polizia. Da dove viene? Quanto tempo si ferma negli Stati Uniti? Dove va?  Tutto regolare. Vada. Al desk il Sig. Rossi trova il biglietto mancante, quello dell’ultima tratta. Fondamentale.

Un turista orientale con la sua tuta anti virus

I turisti giapponesi indossano tute bianche, come i medici delle terapie intensive

Il Boeing della British è pieno per due/terzi. Il solito bambino che strilla contrasta il gracchiare del comandante, che raccomanda le solite cose e anche di indossare la mascherina. Non sa perché ma il Sig. Rossi riesce a dormire per larga parte delle otto ore di volo che lo separano da Londra. La capitale del Regno Unito ha 30.700 contagiati e oltre 6.000 deceduti. L’intera Inghilterra 289.000 contagi e 44.798 deceduti. In Aeroporto non c’è un essere vivente senza mascherina. Impressionante la varietà e i colori. Tutte per lo più inutili in condizioni estreme, tuttavia è un minimo di difesa di cui non si può fare a meno. Mentre decide di fare colazione al “Pret a manger” della sala d’attesa, il Sig. Mario Rossi vede passare quattro, poi cinque, poi un totale di otto uomini vestiti in tute bianche, quelle che usano gli infermieri dei reparti intensivi. Tutti hanno la mascherina bianca e la visiera di plastica, i guanti e il copri scarpe. Saranno dei medici per la ricerca del tampone? Ma perché sono tutti giapponesi? No. Non sono medici. Sono turisti del Sol Levante, sempre avanti a noi nelle strategie salutistiche. Ora che abbiamo adottato la mascherina, loro sono passati alla tuta. Toccherà anche a noi?

Il volo Londra-Roma è full, non c’è distanziamento

Il volo Londra – Roma è pieno. Non c’è un posto vuoto sull’aereo. Ciascuno mette la sua valigetta nella cappelliera. Il Sig. Rossi pensa alla sua, spedita con l’altra per 100 €. Un bisonte di due metri si siede sul lato corridoio, mentre un ciccione che mangia per tutto il volo è seduto al lato finestrino. Il Sig. Mario Rossi è nel mezzo. Odia stare nel sedile di centro. Soffre di claustrofobia. Ma che deve fare. Non c’è un posto libero. Distanza sociale 0 cm. Ma tutti hanno la mascherina. Allorquando il volo entra nello spazio aereo italiano, una solerte hostess trae le valige dalle cappelliere per consegnarle ai rispettivi proprietari. La legge italiana prevede che sia così. Il Sig. Rossi pensa compiaciuto alla sua valigetta spedita nel bagagliaio.  Finalmente si atterra. Come al solito c’è chi applaude. La minoranza. Il Sig. Rossi è arrivato a Roma e prima di ritirare il bagaglio deve passare il controllo passaporto. In fila, ben distanti, mascherati, un’addetta chiede ad ogni viaggiatore la provenienza. Proprio il 9 luglio il Ministro Speranza ha decretato che i viaggiatori provenienti da stati pericolosi, ovvero che abbiano avuto un alto rapporto morti/contagiati, non possano entrare in Italia. La Dominicana è tra quelli. Nel momento stesso che esce questa direttiva nella sola Londra ci sono stati più morti (6.106 con 33.729 contagiati) che a Miami (1.132 con 60.867 contagiati) e a Santo Domingo (880 con 43.114 contagiati). Perché la Repubblica Dominicana sarebbe pericolosa e Usa e Inghilterra no? Si fa un calcolo di rapporto morti/contagiati e popolazione, ma ha un senso un parametro proporzionale, quando basta un contagiato per diffondere il virus? Da poco c’è stato il caso dei viaggiatori del Bangladesh, risultati infermi e rispediti a casa. Chiaro che se è un italiano a rientrare da uno dei paesi all’indice, viene accolto ma è sottoposto a quarantena di 14 giorni. Il Sig. Rossi è stato tutto il tempo in hotel, pochissimi contatti, ha sempre rispettato distanze e sempre indossato mascherine. Sta bene. Ma la legge è legge. Ha un presentimento: non si accorgeranno di niente. Confida nella “leggerezza italica” dei controlli. Lei da dove viene? Chiedono alla viaggiatrice prima di lui. Da Londra. E prima dov’era? A Dublino. Ok passi. Ora è il turno del Sig. Rossi. Lei da dove viene? Da Londra. Diretto da Londra? Senza scali? Certamente, da Londra diretto a Roma. Ok passi… Ma ora il Sig. Rossi deve consegnare il passaporto al funzionario di polizia. Nelle pagine centrali ci sono i timbri di uscita dalla Repubblica Dominicana. Il funzionario sorridente: Prego, buongiorno. Buongiorno.  Lei viene da..? Da Londra? Londra Londra? Londra Londra! Si abbassi la mascherina. Ecco (riconsegna il passaporto). Ok, vada. Niente quarantena.

Il Sig.Rossi è colpevole ma non è il solo

Tante incongruenze, tante contraddizioni, tante regole che non si rispettano, sugli aerei, nei bagni, nelle sale di attesa. Sta a ciascuno di noi controllare noi stessi, difendere la nostra salute e quella degli altri. Lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi la faccia, di toccare oggetti e persone. Indossare la mascherina, rispettare le distanze. Ma dopo aver visto tante contraddizioni attorno a lui, il Sig. Rossi non ha saputo dire tutta la verità, l’ha taciuta in parte. È colpevole? Si per la direttiva lo è. Ma non è il solo.

Carlo Raspollini
Carlo Raspollini
Nasce a Follonica, in Maremma. Si laurea in Scienze Sociali a Trento il 12.12.1973 con una tesi di Psicologia Sociale sulle Comunicazioni di Massa. Inizia subito a collaborare in Rai a varie rubriche radiofoniche dal 1971. Partecipa a Per Voi Giovani, Retroscena, vari sceneggiati musicali, Inonda, La Civiltà dello Spettacolo. Dal 1989 arriva in televisione dove, come Autore e -a volte- Produttore e anche Regista, idea e partecipa a numerosi programmi, tra i quali: L'amore è una cosa meravigliosa, Tua, varie prime serate di spettacolo, poi inizia a collaborare a Unomattina e contemporaneamente a Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, La Prova del Cuoco, Storie Vere, Ciao Come stai?, Vitabella più vari speciali quasi sempre su Raiuno. Dal 2016 vive a Punta Cana, Repubblica Dominicana , dove si occupa di eventi gastronomici internazionali.

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